Tornano qui, su World Trips, i racconti di viaggio e questa volta voliamo alla scoperta della Thailandia, una delle mete più gettonate tra i lettori del blog, con Antonia e i suoi amici! Non mi resta che dire: ad Antonia la parola!

Quest’estate io e la mia comitiva di amici, formata da tre coppie di fidanzati, abbiamo deciso di recarci in Thailandia, terra orientale dai colori, sapori e odori variegati. Spesso questa meta turistica è associata al turismo sessuale o al divertimento estremo senza regole, ma come per ogni posto, la vacanza è fatta dai viaggiatori e dalle loro sensazioni, ed ognuno sceglie quale aspetto privilegiare e da quale prospettiva ammirare un posto paradisiaco come questo. Sicuramente le nostre prospettive non erano delle migliori, visto che appena un mese dopo la prenotazione, avvenuta a marzo 2014, è scoppiato il “colpo di stato” ed è entrata in vigore la legge marziale su tutto il territorio, nonché il coprifuoco a Bangkok ed in molte regioni turistiche.

Nonostante fossimo stati scoraggiati dalle previsioni della Farnesina, non abbiamo gettato la spugna e, convinti che la situazione si sarebbe rasserenata, abbiamo aspettato incrociando le dita che si avvicinasse la data della partenza. La nostra voglia di partire è stata premiata, infatti, già a luglio, in previsione delle ondate di turisti che la Thailandia ospita ogni anno da tutto il mondo, il coprifuoco è stato abrogato.

Così il tre agosto ha avuto inizio la nostra esperienza: per alcuni era il primo viaggio in una terra così lontana da casa, e l’eccitazione era mista all’ansia del lungo volo, la paura degli animali esotici o delle zanzare “strane”, il dubbio di ritrovarsi in un paese scombussolato politicamente e pieno di militari e di controlli. Il volo partito da Roma è durato 9 ore e mezza ed è stato a mio avviso piacevolissimo: abbiamo volato con la Thai Airways e le simpatiche hostess thailandesi ci hanno accolto con un grande sorriso e il classico saluto locale.

thai1Atterrati finalmente a Bangkok, siamo stati subito investiti da una folata di aria calda e umida che toglieva quasi il respiro. Le temperature d’estate sono davvero calde, ogni giorno si sfioravano i 35 gradi e l’umidità forte fa sì che si formi quella cappa di smog tipica delle grandi metropoli.
La città mi ha inizialmente spaventato: file enormi di auto nel traffico, baracche fatiscenti affiancate a grattacieli altissimi, motorini che sfrecciano senza regole ai lati della strada. Degli stretti controlli militari non c’era traccia, anzi dava tutta l’impressione di essere un posto politicamente stabile e coeso.
Più i giorni passavano, più mi sentivo a casa, amata da questo popolo così gentile e disponibile, scoprendo così tutto ciò che di bello offre Bangkok. Innanzitutto consiglio a tutti di andare a godere della vista sterminata e suggestiva sulla città che si può ammirare dalla terrazza “Sirocco” al 64esimo piano del Lebua State Tower, hotel di lusso diventato famoso grazie al film “Una notte da leoni 2”, dove si può tranquillamente entrare da “esterni” a sorseggiare un drink al tramonto o dopo cena accompagnati dalla melodia di un’orchestrina dal vivo: vi sembrerà di essere davvero in un film.

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Altra tappa da non perdere è il complesso del Grande Palazzo Reale, nel quale si concentrano mosaici, templi e giardini curatissimi: al suo interno si trovano il famosissimo “Wat Phra Kaew” (o Tempio del Buddha di smeraldo) e il Buddha d’oro. Per entrare in questo complesso è necessario indossare un abbigliamento che copra interamente le gambe (sia per gli uomini che per le donne), che non sia aderente e che non lasci interamente scoperte le braccia.

 

Dopo aver passeggiato nei giardini ed esservi rinfrescati con una bibita, vi consiglio di continuare il vostro tour con la visita al “Wat Pho” (tempio del Buddha disteso), dove potrete ammirare l’imponente Buddha sdraiato, nonché tempio in cui è nata la prima scuola di massaggio thailandese.

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L’ultima nostra tappa a poca distanza dall’ultima citata è stato il “Wat Arun”, complesso di costruzioni religiose che fungono da tempio buddhista, sulla riva destra del fiume Chao Phraya (ci siamo arrivati attraversando il fiume su un’imbarcazione tipica.)

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Purtroppo il poco tempo a disposizione non ci ha permesso di vedere altro poiché eravamo attratti anche dai grandi e luminosissimi centri commerciali, così il terzo giorno l’abbiamo dedicato allo shopping. Se siete amanti dell’elettronica non perdetevi l’MBK, con un piano dedicato; se amate l’abbigliamento invece consiglio tutto il complesso del Siam Paragon, che ospita al suo interno, tra le altre cose, l’acquario più grande del Sud Est asiatico. Questi centri commerciali enormi sono facilmente raggiungibili attraverso lo Sky Train, la velocissima e nuovissima metropolitana sopraelevata che attraversa la città e permette di evitare le code nel traffico, spesso davvero lunghissime.

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Inoltre da non perdere i mercati di cibo e un giro tra gli odori delle “bancarelle di cibo” che sono sparse in varie zone della città, dove troverete pesce, carne, verdure, fritture e tanto altro. Assolutamente da fare un giro sul “tuc tuc”, mezzo di trasporto tipico.

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