Insieme al Cristo Redentore, c’è un altro luogo che mi ha profondamente colpito e mi è rimasto impresso nel corso del mio viaggio a Rio de Janeiro. Ricordo che prima di partire ne ero già affascinato e al mio arrivo non ha deluso le mie aspettative soprattutto per la storia che si cela dietro. Sto parlando della Escadaria Selaròn, la scalinata di Selaròn, uno dei nuovi e affascinanti monumenti di Rio de Janeiro.
Situata nel cuore del vivace quartiere di Lapa, un tempo fatiscente quartiere a luci rosse che un po’ alla volta si sta trasformando in fulcro della vita notturna carioca, pur restando pericoloso in molte sue zone, la scalinata è incastonata tra palazzine colorate in perfetto stile brasiliano e conta ben 215 gradini ricoperti di maioliche, centinaia di piccole colorate mattonelle in ceramica. Il suo autore, che le ha dato il nome e l’ha materialmente creata, non è brasiliano ma cileno, si chiama Jorge Selaròn, che ha dedicato più di 20 anni della sua vita per realizzare quello che definì come il “mio tributo al popolo brasiliano”.
Selaròn arriva a Rio nel 1983 e va ad abitare in un piccolo appartamento al numero 24 della via dove si trova la scalinata. Amava il suo quartiere, che versava in condizioni fatiscenti e allora decide di migliorare la scalinata che portava proprio alla sua casa. In breve questa sua idea si trasformò da hobby in ossessione tanto che l’eccessiva esposizione ai raggi del sole gli procurarono un tumore alla pelle. Nella realizzazione della Escadaria, fu aiutato da tante persone del luogo che attraverso la vendita di cartoline realizzate dallo stesso Selaròn riuscirono a mettere da parte la cifra necessaria. Non mancò l’aiuto di tutti coloro che passavano di qui e avevano piacere a vedere la mattonella, magari della propria città, entrare a far parte di una vera opera d’arte!
A volte dipingeva in prima persona le stesse mattonelle …insomma davvero un’artista a tutto tondo! Proprio grazie alla partecipazione di persone da ogni parte del mondo, il mosaico, in origine realizzato nei colori del giallo, verde e blu e che voleva essere un omaggio ai brasiliani, si trasformò in un’opera mondiale, a chiunque passasse di qui, soprattutto negli ultimi anni, chiedeva di portare una piastrella del proprio paese. Si contano ben 60 paesi rappresentati, l’Italia è presente con mattonelle raffiguranti Firenze, Pisa, Roma e addirittura Totò.
La storia d’amore tra Selaròn e la città di Rio de Janeiro si conclude tragicamente il 10 gennaio 2013 quando il corpo di Selaròn viene ritrovato senza vita ai piedi della stessa scalinata. Aveva 66 anni e ancora oggi le circostanze della sua morte non sono state chiarite. Di certo si può dire che, con la sua scomparsa, l’opera può ritenersi conclusa, lui stesso diceva: “Questo sogno folle e unico finirà solo il giorno della mia morte”.
Ho voluto raccontarvi questa storia affascinante, a tratti misteriosa, condita con una buona dose di malinconia, spero, però, vi abbia colpiti almeno un po’ di come ha colpito me!










